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La ricerca oggi

Innanzitutto facciamo un po’ di chiarezza dal punto di vista legislativo. In Italia, come in tutti i paesi particolarmente ricchi di storia, il bene archeologico è proprietà dello Stato, cioè di tutti i cittadini. Lo Stato ha costituito un apposito ministero, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, a volte detto MiBAC, che, attraverso i suoi organi periferici (le Soprintendenze per i Beni Archeologici) si occupa della protezione e della conservazione di questi beni. Anche il patrimonio d’arte rupestre, in quanto bene culturale archeologico, è sottoposto alle competenze del Ministero e alla normativa statale di tutela e in particolare al Decreto Legislativo del 22 gennaio 2004, n. 42  detto “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”.

Il Ministero, secondo questa legge, ha il compito di svolgere direttamente ricerche al fine di tutelare i beni archeologici (art. 88 del D.Lgs. 42/2004), ma in questa a volte eroica azione non è solo: la legge infatti stabilisce che i vari enti di ricerca come, il CNR, le università e i musei possono ottenere il permesso di effettuare ricerche sul territorio attraverso l’istituto della concessione ministeriale (art. 89 del D.Lgs. 42/2004).

Ma cosa deve fare un cittadino che rinviene un reperto archeologico o una pietra incisa? Questo tipo di rinvenimento rientra nell’ambito delle “scoperte fortuite” e deve essere tempestivamente denunciato alle autorità competenti. Lo scopritore, una volta che si è accertato che il bene non corra pericolo, deve, direttamente o attraverso l’aiuto di un ente locale o di un agente di pubblica sicurezza, segnalare il rinvenimento alla Soprintendenza (art. 90 del D.Lgs. 42/2004).

La legge affida al Ministero anche il compito di sovraintendere a tutte quelle operazioni che potrebbero nuocere al bene archeologico, se non effettuate secondo metodologie adeguate, come il rilievo a contatto, il restauro e la riproduzione in fotografia o in calco.

Per quanto riguarda i calchi, la legislazione di tutela vieta la realizzazione di calchi di beni culturali e quindi delle rocce incise (art. 107 del D.Lgs. 42/2004 “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” e Decreto Ministeriale del 20 aprile 2005 “Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Indirizzi, criteri e modalità per la riproduzione di beni culturali, ai sensi dell'articolo 107 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”.). Il calco, infatti, può recare danno alle rocce e causare il distacco di patine o del rivestimento del bene o rilasciarvi sostanze che ne alterano la superficie.

Scarica il Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42
disponibile sul sito del Ministero per i Beni e le Attività culturali [pdf 300Kb]

La ricerca archeologica in Valle Camonica

Ministero per i Beni e le Attività Culturali
La Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia ha in atto scavi archeologici (direzione: Dott.ssa R. Poggiani Keller) nelle località di Cemmo (Capo di Ponte) e Pat (Ossimo), dove sono stati messi in luce due importanti santuari megalitici, attivi nell’età del Rame (III mill. a.C.) e connotati da massi e stele incisi.

Inoltre dirige le ricerche sul patrimonio d’arte rupestre del Comune di Edolo in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze-Dipartimento di Scienze dell'Antichità, Medioevo e Rinascimento e Linguistica (Cattedra di Preistoria, Prof. F. Martini) ed ha la direzione dei lavori di rilevamento svolti dal Comune di Capo di Ponte (A. Marretta) nel Parco Archeologico Comunale di Seradina-Bedolina.

Nel sito di Borno Valzel de Undine, noto per il ritrovamento nel 1953 del masso “Borno 1” e di successivi ritrovamenti di monoliti istoriati dell’età del Rame, la Soprintendenza ha in corso indagini archeologiche per lo studio del santuario megalitico dell’età del Rame (scavi 2009-20011)

A Cevo, Dos Curù è in atto una ricerca su un villaggio minerario del VI-V secolo a.C. con lunghe case rettangolari, posto a 2000 m s.l.m. Coordinatore  della ricerca: R. Poggiani Keller con la collaborazione di C. Ravazzi-CNR IDPA, per le ricerche archeopalinologiche e paleobotaniche, e del Prof. C. Giardino per le indagini archeometallurgiche.

Concessioni di ricerca in atto

Direzione Generale per le Antichità

Centro Camuno di Studi Preistorici e Dipartimento Valcamonica e Lombardia
L’attività di ricerca, su concessione ministeriale, è svolta dal Dipartimento (direzione: Prof. E. Anati, Dott. U. Sansoni) sulle rocce incise ubicate all’interno della Riserva Regionale delle Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo nelle località di Campanine, Figna, Dos del Pater e Pagherina.

Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia-Istituto di Filologia e Storia
L’intervento condotto dall’Università (direzione: Dott. A.E. Fossati) prende in esame le rocce istoriate di Val del Plaha-Bial do le Scale e dos Sulif nel comune di Paspardo, ubicate all’interno della Riserva Regionale delle Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo.