turismo valle camonica

Monitoraggio e buone pratiche di tutela del patrimonio del sito
UNESCO N.94 “arte rupestre in Valle Camonica”.

Ambito: tutela, monitoraggio, conservazione
Livello di attuazione: in corso

Il progetto nasce grazie al sostegno finanziario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (L. 77/06) ed è gestito direttamente dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, in collaborazione con il Gruppo Istituzionale del sito Unesco e il Distretto Culturale di Valle Camonica.

Il progetto si propone di monitorare lo stato di conservazione del patrimonio di rocce incise, stimato in oltre 2400 rocce, distribuite in almeno 28 Comuni della Valle Camonica, in oltre 180 siti d’arte rupestre solo in parte compresi all’interno degli otto Parchi d’arte rupestre.

In modo particolare il progetto si pone i seguenti obiettivi:

1)   documentare in modo sistematico la consistenza e lo stato di conservazione delle rocce incise della Valle Camonica, di analizzare i fenomeni di degrado con un monitoraggio costante  per una sempre più efficace opera di tutela e conservazione e di valorizzazione del patrimonio UNESCO. Un intervento a livello territoriale esteso come questo consentirà di migliorare gli indicatori di monitoraggio già individuati nel Piano di Gestione (Parte III e V), che potranno essere ulteriormente arricchiti grazie alla collaborazione dei diversi gruppi di ricerca e documentazione che saranno impegnati sul campo.

2)   definire il “Piano di Manutenzione e Restauro delle rocce” del sito UNESCO,  secondo i livelli indicati nel Piano di Gestione (PARTE III, 10.2 Piano degli interventi di manutenzione e restauro), per una programmazione a breve, medio e lungo termine delle attività di restauro conservativo delle rocce per ciascun Parco.

3)   curare la formazione a livello locale, di personale tecnico specializzato che possa negli anni seguire il costante monitoraggio del patrimonio, ciò grazie all’organizzazione di un corso di formazione, progettato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia e finanziato da Fondazione Cariplo.